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Fujifilm Italia

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Vincenzo Sagnotti, sono nato e vivo a Roma, ho iniziato a fotografare in analogico negli anni ’90 da autodidatta, la fotografia è principalmente una passione ma nel tempo mi sono ritrovato, quasi casualmente, a realizzare anche servizi fotografici.

E’ difficile spiegare una passione, semplificando all’estremo posso affermare che fotografare mi fa stare bene, dal momento dello scatto alla post-produzione fino alla pubblicazione delle immagini e scrittura dei testi, si crea un’energia speciale che si rinnova ogni volta che il ciclo ricomincia, me ne accorgo quando per vari motivi non riesco a scattare per un po’ di tempo, una sorta di leggera inquietudine.

 

Per quanto riguarda il genere di fotografia, non ne ho uno in particolare, anche se dalle foto pubblicate prevalgono sicuramente le persone e la street photography, semplicemente perché sono le situazioni in cui mi trovo più frequentemente vivendo in una metropoli.

Tendo a fotografare senza un progetto in base al luogo dove mi trovo, in realtà con il tempo mi rendo conto che i progetti si creano raggruppando i vari scatti singoli realizzati negli anni.

 

Dal punto di vista di vista strettamente tecnico Fujifilm mi ha letteralmente risvegliato, dopo circa 20 anni mi sono liberato di reflex e ottiche professionali, il tutto è iniziato a luglio del 2013, quasi per gioco acquisto una Fujifilm X-E1 con 18-55mm, per avere sempre con me un corpo compatto e di qualità.

Dai primi scatti mi rendo conto della potenzialità del sistema X, rivoluziono il mio modo di lavorare in digitale, lascio stare il formato RAW e comincio a scattare in .jpg, pochi ritocchi e la foto è pronta, ancora adesso rimango sbalordito della qualità del dettaglio e dei colori del sensore Fujifilm.

 

A dicembre 2013, vendo X-E1 e acquisto X-E2 sempre con il 18-55mm, oltre la qualità cercavo prestazioni più rapide da parte dell’autofocus, decido di affrontare un intero matrimonio ad aprile 2014, al ritorno dopo aver visualizzato i risultati prendo una decisione drastica, vendo tutto il mio corredo professionale reflex insieme a X-E2 ed acquisto Fujifilm X-T1; a corredo il XF18-55mmF2.8-4 R LM OIS, XF35mmF1.4 R e XF55-200mmF3.5-4.8 R LM OIS.

 

Per chi volesse visitare i miei lavori:

http://www.mediaforme.net - blog con articoli e gallerie fotografiche

http://www.photolysis.net - portfolio esclusivamente fotografico

Sebastiano Bellomo

Sono appassionato da sempre di ogni forma d’arte compresa e soprattutto della Fotografia. Non posso dimenticare la mia prima macchina fotografica, la Polaroid “Zip” che produceva istantanee solo in bianco e nero; ricordo ancora l’emozione per il tempo di attesa dello “sviluppo”, da allora fu amore a prima vista. Successivamente continuai a scattare in pellicola, mentre il mio approccio con il digitale risale al 2004. Il mio genere in questi ultimi anni si è ampliato o forse evoluto, sono sempre più attratto (e incline) dalla street photography e dal reportage, ma prediligo anche le foto di architettura e la paesaggistica. Il bianco e nero è il mio “linguaggio” fotografico, la mia espressione che, a mio avviso, riesce a rafforzare in tutti i sensi il messaggio da trasmettere .

Ho acquistato dapprima la X10 (da affiancare alla reflex) e poi ho fatto il “naturale” upgrade alla X20, per avere una macchina che rispondesse alle mie esigenze (principalmente street e reportage) e posso solo confermare che la serie X di Fujifilm è un perfetto connubio tra portabilità e qualità, oltre che un concentrato di tecnologia! La X20 la porto sempre con me e non mi fa rimpiangere minimamente la reflex.

http://sebastianobellomo.wordpress.com/

Ho deciso di partire per un viaggio assieme alla Folk Band Inglese Calico Jack e seguirla per un paio di settimane dalle case sull’acqua non lontano da Bath e Bristol sino ad un autentico UK Summer Festival. Ho voluto usare X100S come se fosse una macchina a pellicola. Solo un corpo macchina e due batterie (e una scheda da 64gb…). 

 

Ho scelto per la gallery fotografie scattate in condizioni di luce non ottimali e il risultato è stato sorprendente sotto molti punti di vista. 

 

Chi vede le mie fotografie per la prima volta presta attenzione alla naturalezza della luce e alla leggera post produzione. In realtà per me è importante mostrare l’atmosfera che mi colpisce, senza forzarla ne reprimerla. 

 

Ho iniziato la mia carriera nel 2002 e fino ad oggi ho scattato in maniera poliedrica in vari settori della fotografia pubblicitaria, di viaggio, di ricerca. Sono stato l’assistente dei fotografi dell’agenzia Magnum: Mark Power, Harry Gruyaert e Donovan Wylie per il reportage di viaggio che ha dato vita a un’intrigante istantanea della realtà italiana (progetto fotografico d’autore “L’Italia e gli Italiani”). Ho scattato campagne pubblicitarie, opere d’arte di artisti internazionali, ritratti di scrittori e registi. Ho raccontato con le mie immagini festival di arte contemporanea, viaggi e culture diverse dalla nostra.

 

http://www.lorenzogiordano.com

http://www.planctonstudio.com

Fabio Salmoirago

Ho iniziato a fotografare nel 2003 a 24 anni. Nel 2007 la fotografia è diventata la mia professione. Sono sempre stato appassionato di fotografia street, mi piace raccontare una città attraverso chi la vive. Tre anni fa ho comprato la mia prima Fuji, una X100, ed è diventata subito la mia fotocamera da viaggio. Mi ha permesso di scattare un sacco di street immergendomi nell’azione e rimanendo discreto allo stesso tempo. Un mese fa ho affiancato alla X100 una X-E2 e ho deciso di vendere la reflex per utilizzare le mirrorless anche per fotografare matrimoni, dove miscelo lo stile spontaneo della street a scatti più pensati avvalendomi anche delle tecniche strobist.

Lia Alessandrini e Giorgio Rossi. Un account duplex su facebook, due sguardi, una passione condivisa e coltivata insieme: Lia & Giorgio. 
Giorgio, oltre 30 anni come fotografo professionista , Lia oltre 30 anni e basta.
Giorgio specializzato in fotografia di ambiente, architettura e paesaggio, dopo anni di collaborazione fotografiche per testate una volta importanti ed ora chiuse causa crisi editoria, aveva smesso di fare click. Le mostre, l’illustrazione di libri, la partecipazione a rilievi per il Comune di Roma, Ass. Cultura, Ufficio Ville Storiche e altro, erano ormai un ricordo. Chili di analogiche medio e grande formato, lenti varie e molteplici. giacevano in fondo a un buio armadio. E’ stato l’incontro con Lia a fargli tornare e crescere la voglia di tuffarsi nel mare digitale. Insieme a Lia, che amava la fotografia sin da bambina, che non avendo ancora una macchina fotografica passava il tempo nelle cabine per fototessera.
Che pescosissimo mare magnum… nella rete tonnellate di fotografie, talvolta bellissime! A volte non riusciamo a seguirne il senso, ci sembrano inutili. Abbiamo scelto di dedicarci a progetti, serie di fotografie. Non ci è necessario andar lontani, viaggiare in paesi esotici. Anche qui, a pochi passi da casa, nella nostra meravigliosa Italia c’è molto ancora da documentare, da mostrare. L’anno scorso una piccola mostra patrocinata dal Comune di Novafeltria ( RN) per provare l’ebrezza di esporre su una parete, confrontarci col reale. Le Rocche di Maioletto… “ Se la nostra valle fosse mare la Rocca sarebbe il nostro faro, l’occhio amico che indica la strada di casa”.
Le foto che vedete qui fanno parte di un progetto sugli stabilimenti balneari a Ostia e a Rimini. Un progetto ampio, forse troppo ambizioso. Può essere che rimanga nel cassetto, speriamo di no, è bello crederci. Forse non sarebbe stato nemmeno possibile iniziarlo se non fosse per le nostre FujiFILM XE1. Macchine fatte da chi ama e pensa alla Fotografia e non solo al mezzo per scattare immagini. Un cuore che batte analogico in un mondo digitale. Producono un jpeg fantastico che ci restituisce in semplicità, quasi senza post produzione i colori che amiamo.
Se qualcuno lo desiderasse può trovarci qui:

https://www.facebook.com/lia.alessandrini

https://www.facebook.com/groups/semplicementefotografare/

http://www.fotografiadiarchitetturaeambiente.it/contents/curr/txt.htm

 

Maurizio Del Santo

Ingegnere napoletano (1950), ho iniziato a interessarmi di fotografia sin da ragazzo, cominciando a scattare con una delle poche macchine reflex alla portata di un giovane studente di allora: la Zenith E di produzione sovietica, dotata di esposimetro non TTL. All’inizio degli anni ‘80, trasferitomi a Milano, sono stato cofondatore di un gruppo fotografico ispirato all’opera della celebre “Tina Modotti”, con cui ho inaugurato anche la mia attività di docente di fotografia, che svolgo tuttora con grande passione.

Rientrato a Napoli, ho collaborato con la rivista di settore “Fotocine ‘80” ed ho contribuito a fondare il gruppo fotografico “La Sezione Aurea”, ispirato ai canoni classici delle arti figurative. Il genere fotografico che prediligo è il “Paesaggio” (urbano e non), cui ho dedicato, soprattutto negli ultimi anni, volumi fotografici ed esposizioni.

Nel 2012, presso l’Istituto Francese di Napoli, ho organizzato una personale dal titolo “Il Corpo-Natura: paesaggi della materia in Islanda”, di cui è stato pubblicato relativo catalogo. Alcune di queste foto hanno poi fatto parte di un’esposizione collettiva internazionale organizzata nel 2013 a Long Island City (New York). Nel 2013 ho pubblicato con Edizioni Scientifiche Italiane il volume “Fuochi di Maggio. Luci, Natura, Colori nella Napoli di Primavera”, alcune delle cui foto saranno esposte, a partire dal prossimo 19 maggio, alla Feltrinelli di Napoli. Nel 2014, presso l’Istituto Francese di Napoli, ho proposto una personale dal titolo “France Collection”.

 

Le fotografie della galleria sono state scattate con una Fujifilm X-Pro1, che ha rappresentato per me un vero “plus”, dato il genere in cui mi esprimo. Corpo leggero, sensore dotato di grande nitidezza, mirino ibrido che mi ha permesso d’inquadrare sempre al meglio in tutte le condizioni, la fotocamera si è rivelata uno strumento ideale a cui non potrei rinunciare per nessun motivo. Per prendere appunti, ho iniziato ad utilizzare anche una XQ1 che, grazie al suo straordinario autofocus, è diventata una compagna quotidiana imprescindibile.

Mio padre è un fotografo professionista di matrimoni, da lui ho appreso le prime regole della fotografia e ho ricevuto le prime fotocamere in regalo. Non sono un fotografo professionista, ma lavoro in un’azienda e mi occupo di salute e sicurezza sul lavoro e di ambiente. Fotografo da una decina d’anni, prima con l’analogico e poi con il digitale. Dedico generalmente i miei weekend alla fotografia. Prediligo la street photography ed il ritratto.

Ho usato corpi macchina digitali full frame, fino a quando uscì la Fujifilm X100. Ricordo che mi innamorai subito di quella macchina, perfetta per me, e decisi di vendere le full frame e tutta l’attrezzatura reflex per poterla acquistare. Adesso posseggo anche una Fujifilm X‐Pro1 con un obiettivo XF35mm, che utilizzo per la street photography, e un XF60mm che utilizzo per il ritratto. Ho scelto i sistemi X di Fujifilm, perché ritengo che la fotografia sia una cosa semplice che abbia poche regole che una volta apprese, vadano infrante. Ho scoperto un feeling particolare con X‐Pro1 che mi consente di avere immagini di qualità straordinaria e di avere il selettore dei diaframmi e dei tempi immediatamente a disposizione, regalandomi così la possibilità di ragionare su ogni scatto e decidere se voglio che alcuni soggetti dell’immagine che sto riprendendo risultino mossi, oppure se voglio poca o tanta profondità di campo.

Andrea Burla

Sono appassionato di fotografia e viaggi da sempre, un connubio perfetto che mi induce a tenere sempre lo zaino pronto e partire appena si può!
Ho cominciato a fotografare fin da ragazzo usando una vecchia macchina fotografica a pellicola di mio padre . I miei soggetti non sono stati da subito quelli canonici della fotografia classica, bensì quelli astronomici, questo genere, molto riflessivo e statico, mi ha permesso di dedicarmi con calma alla comprensione di tutti i manualismi e tecniche  necessarie per interpretare in libertà anche altri generi fotografici.

La scoperta dei prodotti Fujifilm e più in particolare quelli della Serie X si sono dimostrati determinanti per il mio modo di fotografare, il passaggio dalla SLR a X-Pro1 mi ha infatti permesso di coniugare qualità d’immagine con leggerezza e praticità d’uso: un compromesso che cercavo da tempo.

X100 è una macchina sorprendente e la sua migliore dote sul campo è sicuramente quella della silenziosità. Per una fotografia che cerca l’attimo, senza pose, la discrezione è importante e avere un pulsante di scatto completamente silenzioso permette di cogliere molte espressioni del soggetto senza distrarlo.

Piccola e discreta non intimorisce il soggetto, grazie anche a un look piacevole viene percepita come una macchina meno impegnativa e questo per il professionista è un grande vantaggio, perché permette di diminuire la tensione che il soggetto prova davanti alla fotocamera. Il feeling con la macchina è immediato e permette di lavorare in maniera veloce consentendo al fotografo di concentrarsi solo sullo scatto, complice un’esposizione sempre perfetta e ben bilanciata e le dimensioni contenute che permettono di osare nelle inquadrature.

Ma anche nei viaggi la fotocamera si è dimostrata lo strumento perfetto. Sono andato in America e nell’Antelope Canyon ho abbandonato la più blasonata full frame perché non riuscivo a riprodurre gli stessi colori della piccola X100, colori incredibili, proprio come li vedi. Molto apprezzabile anche la funzione panorama che nella X100 funziona anche in manuale, ottenendo immagini più reali e sfruttando l’ottica da 35mm (equivalente al formato 35mm) non crea problemi di prospettiva ma offre un’immagine subito perfetta.

Per maggiori informazioni visita il sito http://www.collephoto.com/

Sono fotografo professionista da 21 anni e le foto di questa Galleria sono scattate con le fotocamere X100s e X20.

Personalmente, dei due modelli sono più innamorato di X100s che uso quasi sempre in manuale, sfruttando lo scatto silenzioso e la raffica da 6 fotogrammi.

Uso spesso, ma meno di X100s, anche X20, per il vantaggio che mi offre con il suo zoom manuale e il suo grandangolo un po’ più ampio di quello di X100s.

Altri miei  lavori sono visibili nel sito www.stefanoceretti.com.

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